Sansepolcro deve alle sorelle Adele e Ginna Marcelli il merito di aver creato un tipico
merletto a fuselli. Le due sorelle appresero la tecnica del
merletto a fuselli da Amelia Gelli Pagliai che a sua volta l'aveva imparata in carcere da una religiosa fiamminga. Divenute esperte, cominciarono a studiare i stili di
merletto italiani e stranieri soprattutto francesi e delle Fiandre. A poco a poco si convinsero che fosse possibile dare inizio ad un nuovo
merletto con proprie caratteristiche. Al padre delle sorelle si deve l'invenzione del particolare sostegno mobile su cui si appoggia il
tombolo di Sansepolcro. Nel 1900 fu aperto il laboratorio - scuola che divenne celebre con il nome di "Premiata
scuola di merletto a fuselli Adele e Ginna Marcelli". Inizialmente si insegnava a lavorare il
merletto alle ragazze di buona famiglia, ma ben presto le giovani raggiunsero la trentina per poi arrivare a più di cento donne senza contare le più di mille lavoranti a domicilio sparse in tutta la
Valtiberina. La lavorazione ebbe ben presto successo e fu conosciuta ed apprezzata in tutta Europa e in America come attestano i diplomi ed i riconoscimenti e le medaglie d'oro conseguiti in esposizioni internazionali di assoluto prestigio. Con la crisi economica e la seconda guerra mondiale cominciò il ristagno delle vendite e la decadenza di quell'attività artigianale che aveva reso celebre
Sansepolcro per l'arte del
merletto e del ricamo. Dopo la guerra la scuola riprese a funzionare e nel 1955 presso l'Istituto Statale d'Arte di
Sansepolcro fu fondata la sezione di
merletto a fuselli e Ginna Marcelli fu chiamata ad organizzarla e ad iniziare l'insegnamento; dopo pochi anni, però, la sezione di
merletto fu sostituita con quella di tessitura. Ginna Marcelli morì nel 1977, a 95 anni e nello stesso anno presso l'Istituto Schianteschi sorse una nuova scuola di
merletto fondata dalla maestra Pia Berghi che ebbe il merito di portarne avanti nel tempo l'insegnamento garantendo la continuità di quella nobile tradizione. Nel 1983 il Centro Culturale di
Sansepolcro, libera associazione per il recupero e lo sviluppo dei valori artistici locali, organizzò la prima mostra di
merletto a fuselli, il cui successo risvegliò nella cittadinanza l'interesse per un'arte quasi dimenticata. Da allora in poi la mostra del
merletto proseguì con ritmo biennale, accogliendo gradualmente i
merletti italiani, europei ed extraeuropei. La Biennale Internazionale del
merletto è ormai entrata nella storia del
merletto per il contributo determinante che ha dato al "rinascimento del merletto" in Italia e in Europa; nella Valtiberina ha stimolato il sorgere di nuove iniziative volte all'artigianato del
merletto. Nel 1996 è nata l'Associazione "Il Merletto nella città di Piero", con la finalità di diffondere e rivalutare il
merletto a fuselli attraverso lo svolgimento di corsi di
merletto e di ricamo. Grazie ad una donazione cittadina, oggi il comune di
Sansepolcro ha allestito uno "Spazio del merletto" dove in una mostra permanente si conservano testimonianze di trine e di documenti autentici della Premiata Scuola di Adele e Ginna Marcelli.
[Soggiorno a Sansepolcro]
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